itadakimasu

Gastronomia pop contro la crapula

19 Aprile 2006

Casearia estrema

L’aspetto è poco invitante, probabilmente la descrizione lo è meno ancora: stomaco di capretto essiccato, completo di latte rappreso al suo interno. Sorta di pajata ovina, il suo nome, callu de cabrettu, lascia trasparire con le sue U finali le origini sarde. E’ un prodotto affascinante, un replay della genesi della casearia. La leggenda narra che dei pastori provarono ad utilizzare stomaci di agnelli come sacche per il trasporto del latte e i residui di succhi gastrici all’interno diedero i natali alla prima cagliata di origine animale. In realtà le ricostruzioni sulle lavorazioni del latte sono molto più complesse, comprendendo antesignani yogurt e l’utilizzo di cagli vegetali, ma il fascino del callu resta lo stesso. Mangiarlo sarebbe come assistere al big bang. Si serve al naturale con del pane (le parti di stomaco si mangiano, mi raccomando) o fritto nello strutto. Prenotatelo da Guffanti Formaggi, e ve lo procureranno. Tutte le info sul prodotto le trovate qui. Se e quando lo assaggerete, ditemi com’è.

Un Commento a “Casearia estrema”

  1. Nella puntata di oggi: Blog Tastings Wiki, Grazia, Il blog di San Lorenzo, Itadakimasu, La Piccola Cuoca, Marketing del vino, Parco dei Buoi, Trooooppo dolce!, Un post a tavola, Web2you. Chi volesse segnalare un foodblog da inserire in rassegna,

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