itadakimasu

Gastronomia pop contro la crapula

24 Aprile 2006

Daniele Cernilli: Memorie di un assaggiatore di vini

Daniele Cernilli, per chi non lo sapesse è codirettore del Gambero Rosso e responsabile delle relativa guida dei vini. Mi chiedo come mai uno come me, che mal sopporta il vino e tutto il fanatismo che lo circonda, abbia comprato un volume che non solo porta la sua firma, ma si propone pure con una copertina con i soliti 2 bicchieri di rosso. Sarò stato fulminato, ma questo libro è un piccolo capolavoro. Lungi dalla malcelata compassione con cui in genere gli addetti ai lavori trattano i "minorati" che non fanno del vino la loro ragione di vita, Cernilli racconta con ricercata semplicità (non è un ossimoro messo tanto per fare, il linguaggio usato è il frutto di lavoro in questo senso, e si vede) eventi cardine della storia del vino evitando accuratamente sterminati elenchi di etichette e noiosi nozionismi vari. Il risultato è che tutti potranno appassionarsi alle storie e ai personaggi del vino, riuscendo là dove miriadi di manuali falliscono. D’accordo, quella è letteratura scolastica o addirittura rpofessionale, ma nel Manuale del Sommelier di Vaccarini è tutto interessante tranne la parte sul vino. Oltretutto, nella parte introduttiva sugli inizi della  sua carriera, la nascita del Gambero e la cabarettistica critica sugli stili dell’eno-giornalismo, Daniele Cernilli offre una lezione storica e pratica che vale più di tanti corsi e masterini vari.

 

Daniele Cernilli

Memorie di un assaggiatore di vini

Einaudi Sile Libero €12,00

 

4 Commenti a “Daniele Cernilli: Memorie di un assaggiatore di vini”

  1. Ottima mossa, De Marco, per cercare di costruirsi una carriera nel campo del giornalismo gastronomico: parlare bene dei potenti aiuta…

  2. Noto una vaga, amara ironia nel commento del signor Ziliani (un altro vip sul mio blog! yahooo!!!)… in altre occasioni ho avuto modo di esternare la mia opinione sul Gambero che non è certo il mio giornale preferito, soprattutto ho opinioni diverse rispetto a certi chef che nel giornale di Bonilli vengono idolatrati, ma:
    1)A me ’sto libro è piaciuto davvero, giuro!
    2)Se è vero che il lecchinaggio aiuta, sfrutterò la tecnica finché non ho una posizione! ;-)
    Grazie per la visita

  3. Risposta spiritosa De Marco, complimenti. Un altro consiglio per completare l’opera: abbini al trattare bene e blandire i potenti (magari senza indulgere in “lecchinaggio”, come lei dice), anche un parlar male di chi, come il sottoscritto, a questi potenti non lesina critiche, aiutando a capire come determinati “re” siano in verità nudi.
    Vedrà che questo schieramento, questa netta scelta di campo, l’aiuterà di certo a fare… carriera…

  4. Ragazzi, un complimento da Franco Ziliani… io comincio a montarmi la testa. Mi permetta però l’ardire di farle una domanda, visto che lei ormai è un professionista del settore da molti anni e non è il primo che si mostra disilluso nei confronti del mondo del giornalismo gastronomico: ma è veramente così schifoso? E’ solo una questione di marchette tipicamente italiana o ci sono davvero dei Milan e delle Juventus intorno a cui è meglio gravitare per non finire in serie B? Io credo ancora nei miei progetti per il futuro ma una botta di sano realismo è sempre una bella lezione di vita.

    Ammirati saluti

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