Ispirato dal post di Ziliani, colgo l’occasione per arricchire l’archivio con la mia rece del Miramonti l’altro. Una delle prime in cui mi sono buttato. Ricordo che mi sono presentato ali ristorante in bermuda e sandali, e nonostante la mia immagine scazzata sono stato servito da re; una bella lezione di professionalità per tanti locali fighetti che si fanno un nome organizzando serate per la stampa e trattando da straccioni clienti dall’aria più sbarazzina, ma magari più stronzi (tipo me). Dicevo, una recensione dei miei esordi. Bei tempi quelli: un dilettante allo sbaraglio, niente appunti, umorismo da caserma, serietà zero e le foto del vecchio Nec e313, numerato come la macchina di Paperino, fate un po’ voi. Non che adesso sia cambiato molto… anzi, effettivamente è cambiato solo il telefono.
Chi mi conosce personalmente sa che io considero gli chef alla stregua di rockstar.
Capirete bene la mia emozione quando ho visto Philippe Leveillé in persona uscire dalla cucina per farmi cenno che il suo ristorante era lì (nonostante le indicazioni a prova di demente che mi hanno fornito, sono riuscito a perdermi come al solito): come se dirigendomi a un concerto al FilaForum, BonJovi venisse a prendermi in tangenziale per portarmi sotto il palco. Chi mi conosce sa anche della mia avversione nei confronti della Francia; logico quindi il mio rispetto per uno che si trasferisce da noi infischiandosene dello stereotipato sciovinismo dei suoi compatrioti ed assorbe non solo il gusto italiano ma anche le tradizioni del territorio che ha scelto. Via con l’RVM:
La vittima:
Ristorante MIRAMONTI L’ALTRO
Via Crosette, 34
Costorio di Concesio Brescia
tel:+390302751063
fax:+390302753189
E-mail:info@miramontilaltro.it
Si spendono sugli 80/90€ a testa vini esclusi per un menù di 4 portate
La location:
Concesio è una cittadina carina ma anonima e il ristorante, pur non immerso nel verde, si ritaglia una bella oasi dagli interni tra il bianco e il verde, con tanti Spathiphyllum. I sottopiatti floreali sono veramente kitsch: non per niente mia madre ne andava matta. In cucina non si fa fantascienza, anzi, ma gli effetti speciali sono tanti: cornetti da inzuppare in cappuccini di funghi, montagne di gelato da cui si pesca a spatolate, composizioni costruite al tavolo in crescendo Fantozziani. Leggete oltre:.
Il rancio (il giudizo è in quinti):
Terrina di pollastra nostrana e fegato grasso d’oca con cipolle caramellate
äää

La terrina ormai è un piatto da rosticceria, ma quando è buona è buona. Questa è tecnicamente perfetta. Punto.
Tortelli agli scampi interi con crema di fegato d’oca e tartufo nero
ääää

Scampi dolcissimi (quasi crudi), crema dolcissima, abbondante tartufo a correggere il tiro.
Crescendo di agnello con finale di suo carrè
äääää

Un piatto ricco di colpi di scena: iniziano portando un piatto semivuoto (si fa per dire, c’è un carrè come ne ho visti solo nei Flintstones), di soppiatto arriva un cameriere con una processione di pentolini a tappare i buchi come segue:
Ragù di animelle e funghi
Trippa in umido
Biancostato (se di agnello si chiama così) al vino bianco
Cosciotto brasato
Rognone saltato
Piedino gratinato
A composizione composta, sono scoppiato in una risata isterica. Ho assaggiato tutto ma devo ammetterlo, ha vinto lui. Mi vendico dicendo che il rognone era un po’ cotto. Tiè.
Savarin di mascarpone con gelato al caffè e salsa arabica
äää

Un ottimo dolce, fresco quanto basta. Eccezionale soprattutto il "Gelato di crema Miramonti" che ho voluto assaggiare.
Gli optional:
Pre-antipasto, pre-primo a tema col piatto scelto, pre-dessert e friandises in derrate, un sacco di vizi.
Carrello(i) di formaggi impressionante
Membro delle Soste
Vari menù degustazione
Giudizio Itadakimasu
ääää
Datemi retta per una volta, fatevi tutti i Km che servono e visitate Philippe.
(more…)
Scritto da massimo de marco alle 16:38, in Ristoranti
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