itadakimasu

Gastronomia pop contro la crapula

15 Agosto 2006

A Ongina il tempo non si è fermato. Va all’indietro.

I grandi giornalisti passano di qui e rimangono stregati. E’ stato così per Giorgio Bocca, Clicca e ingrandisci!passato di qui nel 1962, che a questo sperduto casolare ha dedicato uno spazio sul Giorno, augurandosi un futuro per questo ed altri baluardi della grande tradizione. E’ stato così per Edoardo Raspelli, la cui recensione si è meritata anche la presenza sul suo Italiagolosa, oltre che sulla bacheca delle celebrità in loco. Io non sono né grande né giornalista, ma mi auguro che questa gita sia stata di buon auspicio. La vedete lì la trattoria Ongina, lungo il torrente che le dà il nome. Ci si arriva condotti da filari di pioppi, ci si allontana con immediata nostalgia. L’aria che si respira è  spessa, umida, quella giusta per il culatello. Entriamo, ed è un altro mondo. Una furetta (a occhio) ultrasettantenne tiene le fila di sala, cucina, bar e “accoglienza” a urli in dialetto; sul muro, santi e strane scritte: “Qui non si gioca. Più a carte.”. Nei piatti, c’è tutto l’onorato circondario delle terre Verdiane: culatello e salame si annunciano all’olfatto metri e metri più in là, i ciccionissimi tortelli con la zucca hanno un grato profumo di burro, la faraona è servita in quarti, arrostita con la sua pelle croccante. La frittura di anguilla e pesce gatto è all’altezza (per qualità, non varietà) di quella degli Spigaroli. Dopo qualche scaglia di Parmigiano, saltate la sbrisolona (più una tortionata, visto che non “sbrisola” per niente) e optate per il semifreddo di mascarpone, caffè e cioccolato. Per 25 € a testa, vale la pena portarci i giovani in gita, a imparare qualcosa su come si mangia.

 

Trattoria Ongina

Via Ongina, 2 - località Ongina

Frazione di Vidalenzo di Polesine P.se

chiuso il mercoledì

0524/98122

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