kceP-occarC? Cracco-Peck?
Il pranzo a Milano è sempre uno spettacolo. Mi ricordo le mie pause universitarie alla Brisa
(0286450521) dove la clientela bancaria dava il meglio di sé. “La fondiaria è il suo core business”, “Il cda è pieno di facce da c**o”… il premio per la scenetta migliore andava però a un tipo che spiegava, in inglese, cosa fosse la burrata ad un cliente indiano: “Pieces of milk… inside… mozzarella cheese… very very good!”. Impagabile. Ecco, da Cracco-Peck ho vissuto un’esperienza del genere, ma all’ennesima potenza. Si parlava di direzione generale della Rai, di milioni di euro; quando poi ha fatto la sua entrata un vecchiardo ossigenato, lampadato-rosolato come un Bon Roll Aia, liftato come Troy McClure e accompagnato da due tette semoventi, lo Zampetti che è in me non ha potuto trattenersi: “Taaaaac! Scatta la libidine!”. In tutto questo, pur considerandomi (in quanto gran cazzaro) uno per tutte le stagioni, mi sentivo un po’ disadattato. A mettermi a mio agio ci ha pensato qualcuno della sala vicina il quale, dopo aver allontanato una coppia di camerieri armati di aperitivo spumante, li ha fatti ritornare portando un Crodino… da questa recensione in poi, aggiungo un altro elemento: l’ipotetica colonna sonora, per spiegare meglio quale sia l’atmosfera che si respira in un determinato locale. Spero sia un’iniziativa gradita.

La vittima:
Ristorante Cracco-Peck
Via Victor Hugo, 4 20123 Milano
02876774
Chiuso domenica e sabato a mezzogiorno
Si spendono 100 abbondanti euro
Colonna sonora: Spandau Ballet – True
La location:


Il ristorante è 10 metri sotto terra di via Victor Hugo, a un centinaio di metri da piazza duomo. Per forza di cose non ci sono finestre, ma l’alto soffitto può tranquillizzare i claustrofobici. Un posto di gran classe, tanto legno, tanta arte moderna. I ragazzi della brigata sono molto eleganti e preparati, per capirci, non vi verrà mai permesso di versarvi l’acqua da soli. In tutta questa pompa però, portare un panino alla volta mi sembra un po’ spilorcio… eddai un bel cestino! Il locale si sviluppa su 3 piani, il che crea un solo inconveniente: sarete mandati in bagno in ascensore. Dopo le verdurine disidratate (ma perché Raspelli se l’è presa tanto con quelle di Vigotti e non con quelle di Cracco?), canapé e piccoli arancini, cominciamo il menù degustazione.

Il rancio:
Insalata russa carmellata
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Una normale, gustosa insalata russa tra due sfoglie croccanti di zucchero, da mangiare con le mani. Bella la presentazione che ricorda un po’ il passato marchesiano dello chef, sul modello del foie gras col taglio alla Fontana.
Insalata di anguria con tartufi di mare e mandorle fresche (scusate la foto un po’ mossa)
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Un piatto un po’ slegato, le mandorle sono dure e danno uno strano sentore erbaceo… non sarà l’unica occasione. Boh.
Nuvole croccanti di uovo con calamaretti
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Il bianco d’uovo si spennella su una superficie antiaderente e diventa croccante. Lo si colora e aromatizza con spinaci, zafferano o nero di seppia e si ottengono le nuvole. Queste, una in volta in bocca, spariscono, si sciolgono, sublimano, perdono improvvisamente volume e lasciano i loro aromi sul palato… a questo punto addentate uno dei saporitissimi calamaretti e fate un’esperienza nuova. Gli esperimenti con l’uovo continueranno più avanti.
Marinara in foglie
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Il pesce crudo tritato viene tramutato in sottilissime sfoglie tramite un fantasioso uso della centrifuga. Sono sfoglie talmente sottili che vi verranno presentate su un odoroso quaderno. Sogliola, nero di seppia e corallo di capasanta accompagneranno verdurine e calamaretti. Uno di questi, avvolto in una eterea sfoglia di corallo costituisce uno dei bocconi migliori del pasto. Cibo per la mente è il motto di Cracco-Peck. Appunto.
Spaghetti di tuorlo d’uovo marinato con fagioli cannellini
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Il tuorlo, marinato in sale, zucchero e purea di fagioli diventa lavorabile come una sfoglia. Un’insolita pasta e fagioli con pancetta croccante e pomodorini secchi.
Rognone di vitello con riccio di mare
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Uno dei bocconi che valgono il viaggio: un piatto sapidissimo ma equlibrato che lascia il palato magicamente pulito.
Petto di piccione con millefoglie di patate
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Non certo un abbinamento azzardato, ma la cottura del petto è miracolosa. Fosse stata un ciccinino più croccante la pelle, gli avrei dato un 5/5.
Midollo alla piastra con fave fresche e caffè
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Le fave sono durette e sanno di erba, il caffè è amarissimo… povero, delicato midollo…
Dolce di fichi e cioccolato
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Un dolce interattivo dove c’è tanta roba: mousse di cioccolata, fico caramellato, cannoncino di cioccolato bianco, cialdina; ci si diverte.
Giudizio itadakimasu:
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Non un posto per fare i fighi con la morosa, piuttosto per gli appassionati. Il cibo è proprio per la mente, quindi o la vostra mente è aperta in questo senso o rischiate di rimanere delusi.


