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Gastronomia pop contro la crapula

Archivio di Agosto 2006

13 Agosto 2006

Cento libri a 1,90€

Grande idea. Finalmente un programma di studio, una bibliografia per gente come me, che "studia gastronomia" senza sapere esattamente cosa e come fare. Ormai le pubblicazioni sono troppe, il rischio di imbattersi in ricettari fatto con i ritagli della rubrica cucina di Donna Moderna è altissimo. Ho quindi apprezzato l’idea della Edizioni Unicopli di proporre cento titoli, suddivisi per argomento, che costituiscano l’ossatura della biblioteca di un appassionato magnone. Ci sono i classici, Anna Gosetti della Salda, il Pellaprat, Dumas, qualche stonatura (Il mestiere del Gastronauta?), qualche forzatura (Metti i Beatlse nella zuppa?), 3 libri di Massimo Montanari, informazioni sulle edizioni, e pagine vuote in fondo per aggiornare e personalizzare il carrello della spesa… io ci ho aggiunto questi:

Grande enciclopedia illustrata della gastronomia (AA. VV. Reader’s digest)

Da leccarsi i baffi (Mario Soldati, Derive Approdi)

Il gelato estemporaneo e altre invenzioni gastronomiche (Cassi-Bocchia, S&K)

Italiagolosa (Edoardo Raspelli, Mondadori)

Tutto questo a 1,90€, lo trovate alle casse delle librerie. Io ho già cominciato a spuntare le presenze nella mia libreria, celo, celo, manca…

100 librifiori Enogastronomia di Mauro Morellini (Unicopli, 1,90€) http://www.edizioniunicopli.it/100libri.htm - l’elenco non è aggiornato ma il libro esiste, fidatevi!

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12 Agosto 2006

Una promozione per i blogger

Ringrazio messer Paolo Marchi in persona che mi ha segnalato questa news:

Gestore blog come direttore testata
Lo stabilisce una sentenza emessa ad Aosta
(ANSA)-AOSTA, 9GIU-
Il gestore di un blog e’ equiparabile giuridicamente al direttore di una testata giornalistica. Lo sostiene un giudice monocratico di Aosta.La sentenza per diffamazione coinvolge un giornalista, Roberto Mancini, accusato di essere il titolare del blog ‘Il bolscevico stanco’. Il gestore di un blog - si legge- altro non e’ che il direttore responsabile dello stesso, pur se non viene formalmente utilizzata tale forma semantica per indicare la figura del gestore eproprietario di un sito internet". 

Beh, che dire…

1) D’ora in poi si può essere accusati di gestire un blog

2) Non chiamatemi più itadakimasu, Massimo, Pasquale o altro: direttore, please.

In fede,

Massimo De Marco (direttore responsabile itadakimasu)

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11 Agosto 2006

Sapore di mare: Da Nadia

Sfogliando a scrocco la guida “Tutto Pesce” in libreria, mi sono stupito nel non trovarlo segnalato. Eppure, “Da Nadia” è un vero monumento al pesce che la signora Nadia Vincenzi ci ha fatto il favore di erigere nel mezzo della campagna Bresciana. Qui il pescato arriva tutti i giorni dall’Adriatico, e la loquace patrona lo aspetta armata di un ottimo olio extravergine, un po’ di prezzemolo, aglio, una mano celestiale per le fritture e una griglia a carbone di legna che dà risultati favolosi. Niente di più. Il pane e la pasta sono fatti in casa, se vorrete condire a vostro piacimento il fragrante crudo potrete macinare il sale rosa dell’Himalaya… direi che questo non è rispetto della materia prima, ma religiosa adorazione.

 

La vittima:

Ristorante “Da Nadia”

Via Campagna, 15 Castrezzato (BS)

030-7040634

Aperto solo la sera dal martedì alla domenica

Per la mia abbuffata ho speso 75€, ma per una persona normale 50 bastano e avanzano

 

La location:

Il casolare che ospita il ristorante è veramente in mezzo al nulla. Nel periodo in qui la melga (il mais dalle mie parti) è alta, non potrete nemmeno vederlo da lontano. La frazione Campagna è una via in cui non si passa per caso, se volete arrivare fin qui date un’occhiata a una cartina. Fortunatamente c’è un parcheggio. L’unica sala che vi accoglierà è colorata con le tinte pastello dell’arancione, la luce è soffusa, i tavoli ben distanziati. Accomodatevi sulle poltroncine di paglia e Nadia in persona verrà ad accogliervi, concordando con voi il menù, quali pesci preferite e cotti come, sempre che li vogliate cotti.

 

Il rancio:

Se lo volete, si apre con il crudo (d’estate più limitato), tonno, spada, scampi, l’ostrica sul letto di ghiaccio. E poi granseola al vapore, canestrelli (chiamati col loro nome, non spacciati per capesante una buona volta) e capasanta gratinata, l’aereo, croccantissimo fritto di saltarelli, le vongole in bianco con tanta puccia in cui bagnare le bruschette. Celestiale, anche se il nome è un po’ kitsch, il piatto tricolore con calamaretti, gamberi, filettini di orata tutti al vapore accompagnati da spinaci freschi e un po’ di pomodoro. I piatti colorati con tre mayonesi diversi li lasciamo a qualcun altro, ok? Nota stonata la molliccia, inconsistente polpetta di gamberi.

 

Il premio primi ai lussuriosi tagliolini con scorfano, pannocchie e sugo di calamaretti, serviti anche con una morbida polenta. La zuppa di farro ai pesci di scoglio è un po’ liquida, ma piacevolmente piccantina.

Arrivano in tavola gli strumenti da ginecologo.

Giusto per poter infierire sul grasso scampone, la ranetta pescatrice intera, gli scampetti, i calamari… leggermente gratinati, profumati di legno…

 

Considerazioni finali:

A Castrezzato non si verrà più solo per Cavalli strumenti musicali. Se non ne potete più di branzini d’allevamento e gamberi decongelati dell’Ecuador, è il posto che fa per voi.

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Separati alla nascita - 3

Rubrica liberamente tratta da Identità Golose. Per una storia giornalistica della rubrica, leggete i commenti di separati -2.

Antonio Santini secondo Antonio Santini Antonio Santini secondo Mangoni (Elio e le storie tese)

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5 Agosto 2006

Viaggi virtuali: il WD50

Chissà se c’andrò mai. Nel frattempo mi accontento di Google earth. Il WD50 è l’antro della bestia di Wayne Dufresne, un pazzoide, uno che usa le colle di carne (quelle dei wurstel industriali, per intenderci) per creare dei misteriosi cannelloni, frigge la mayonese e chi più ne ha più ne metta…

Il WD50 a New York

Fatevi un giro

http://www.wd-50.com

 

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4 Agosto 2006

Un panino mondiale

Ernst KnamAll’ultimo Barfestival organizzato da Bargiornale è stato eletto il miglior panino dell’anno e il suo autore ci rappresenterà alla coppa del mondo del sandwich. E chi poteva vincere se non il focomelico Ernst Knam, già autore di letteratura dedicata al mondo del pane farcito? Il panino si chiaama Amadeus e si prepara così:

INGREDIENTI: Una ciabatta, lime, scarola, mango, storione affumicato,  velluatata di lime e aloe vera, pomodori confit, olio, sale Maldon.

PREPARAZIONE: Per la vellutata grattuggiare il lime e spremere il succo. Mescolare con 30ml di succo di aloe e 5g di burro di cacao Mycryo (un nuovo addensante per pasticceria, si usa così). Scaldare a 45°C e malagamare. Raffreddare a 15°C, unire 50g di Philadelphia, salare e pepare. Metere in frigo. Per i pomodori confit: disporre i perini tagliati a fette di 1/2cm su una placca oliata, cospargere di sale Maldon e infornare a 100°C per 90′.

ESECUZIONE: Tagliare la ciabatta e bagnarla col succo di lime. Spalmare la vellutata, inserire in successione insalata, vellutata, mango, vellutata, storione, pomodorini, sale Maldon. Formare un secondo strato seguendo la sequenza e servire.

Che dire? La prossima volta che all’Autogrill vedete il Camogli, ordinatelo e tiratelo dietro al cassiere.

P.s.: La coppa del mondo del sandwich è organizzata da Délifrance, una ditta che vende pane francese Parmalat Focaccia ProntoFornosurgelato… spero che Ernst non sia obbligato ad usare uno dei loro prodotti, o quando la organizzano in Italia lo facciamo lavorare con la focaccia prontoforno!

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2 Agosto 2006

L’azoto nel carrello

Mi ricordo una newsletter di Identità Golose di qualche tempo fa in cui si raccontava della diCaro Terminator.... occhio all'azoto!ffusione dell’azoto liquido nelle cucine e le conseguenti difficoltà per reperirlo. Il siparietto era divertente. Da "dove prendi la carne?" la domanda tra gli chef accorsi all’ennesima dimostrazione del caso era diventata "dove trovi l’azoto liquido?". Mi sono posto anche io la domanda e la risposta l’ho trovata nel libro di Bocchia e Cassi sulla cucina molecolare all’italiana. E non è che ’sta risposta sia così complicata…

Prendete le Pagine Gialle, oppure collegatevi a Internet, e cercate la voce "gas compressi e liquefatti"

L’uovo di Colombo. Vediamo un po’ allora cosa dicono le Pagine Gialle. Una bella ventina di pagine, ce n’è proprio per tutti. Ricordatevi, chiedete una fornitura di 20-25 litri di azoto per uso alimentare in un bidone Dewar non pressurizzato a imboccatura stretta; il bidone è a noleggio.

Signo’! Ho fatto 30 litri, lasciooo?

 

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Mangiare bene in riviera: l’Acero Rosso

Massimo Bernardi aveva l’opinione che i due migliori ristoranti della riviera romagnola fossero la Locanda Liuzzi di Cattolica e l’Acero Rosso di Rimini. Dopo la paccata ricevuta in quel di Cattolica mi trovavo diffidente nei confronti del ristorante di Fabio Rossi (cucina) e Marco Tosi (sala) ma, fortunatamente, i gusti miei e dell’ex-peperosso qui si sono incontrati. E non poteva essere diversamente; in cucina c’è una mano inappuntabile, equilibrata su ogni tipo di cottura, dall’affumicatura che impreziosisce l’invitante sgombro di benvenuto, alla scottatura del carpaccio di scampi, al risotto… e poi l’olio, il pane, le birre di Teo Musso. Ecco cosa cerco io in un ristorante: vizi. E gente tanto diabolica che non smetta mai di tentarmi.

 

La vittima:

Ristorante Acero Rosso

Viale Tiberio, 11 - Borgo S.Giuliano
47900 Rimini
Tel 0541 53577

www.acerorosso.it

Si spendono sui 50/60 euro

 

La location:

Sì, è a Rimini, ma Borgo San Giuliano è tutta un’altra cosa. Ci sono viottoli, piazzette nascoste, case color pastello e i murales dedicati a Fellini. Basta incamminarsi in una delle traverse di quel viale Tiberio che è meta della nostra gita e il borgo si farà scoprire, facendovi girare in tondo col naso a mezz’aria. Se non ne potete più della “bella vita” alla Lucignolo (“ehi ehi ragazzi! Sono il vostro Lucignolo, che figata!” ma daaaaiiiii…) passate di qua e rimettetevi in pace, se non proprio col mondo, almeno con l’APT Romagna. Un appunto: se vicino al ponte Tiberio trovate il tizio che porta a spasso il pavone, non avvicinatelo (il pavone, non il tizio). Potreste incappare in una sequela di blasfemità da staccare i crocifissi. Dentro, l’atmosfera è rilassante, raccolta. Tanto legno illuminato da tante candele (non abbastanza per le foto col cellulare, ahimé) e un incantevole giardinetto-area fumatori interno in cui gli aceri rossi danno un’aria canadese-zen. 

 

Il rancio:

Ho scelto il menù “Gli irrinunciabili”

 

Il Carpaccio di Scampi leggermente scottato, pesto al basilico

ää1/2

Delicato e profumato, con scampi così si casca sempre in piedi

 

La Polentina soffice, Calamaretti, zucchine e tartufo nero

äää

Morbida, vellutata con tanta puccina e la cottura perfetta per ogni ingrediente

 

Il Risotto all’Astice, ristretto di Sangiovese

ääää

Splendido l’astice, splendida la salsina, tecnicamente perfetto.

 

Il Rombo Chiodato, erbette di campo alla crema, salsa al Porto e scalogno

ää

Buono, ma quelle erbette un po’ stracotte avevano l’aria degli spinaci filanti 4 salti in padella. Non le ho proprio capite.

 

Semifreddo al frutto della Passione e fior di latte, insalata di mango, ananas e rucola

ää1/2

Un assaggino che non farebbe media, ma fresco e stuzzicante il giusto, rucola compresa.

 

Sfogliatina di mele, sorbetto alla mela verde, crema alla vaniglia

ää

Dessert poco fantasioso, ma affidabile.

 

Giudizio Itadakimasu

äää

Poca moda, tante certezze.

 

 

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