itadakimasu

Gastronomia pop contro la crapula

1 Ottobre 2006

Piacere, Zucchina Pasticcina

Ristorante Piazza Duomo, Alba. Un piatto di ravioli di patate e ricotta seirass è ornato di goffi spicchi di un frutto/verdura dalla buccia di un bel giallo limone intenso, intero avrà avuto un diametro di 4,5 cm al massimo. La mia ospite, per natura più reissiva di me alle nuove esperienze gastronomiche, mi chiede una preventiva prova assaggio…

"mmmmm… (chomp chomp) sono zucchine! Né più né meno"

"Daiiiii… ma sono gialle! Chiedi un po’ al tipo, lì…"

Il tipo va in cucina a chiedere lumi. Torna con l’aria divertita, di chi sa che quello che dirà provocherà l’ilarità dei presenti.

"Sono zucchine pasticcine" dice scandendo bene, a mo’ di Giacomo e Giovanni che parlano con Aldo.

"Zucchine pasticcine?"

"Zucchine pasticcine!"

La ricerca dà questo risultato, una varietà della cucurbita maxima, la Patisson Jaune:

Questo tipo di zucche erano coltivate dai nativi nordamericani.
L’attuale varietà fu ottenuta da un incrocio, in Francia nel 1850.
Si consumano i frutti giovani come fossero zucchine
.
Questa è la variante gialla.
Ed infatti giovani erano, dolci e piccoline. Più avanti diventano bitorzolute verdure ornamentali. Dal colore del picciolo, però, direi che la zucchina i questione è un’altra, la Jack be little, cucurbita maxima:

Varietà americana di mini-zucca. Utilizzo decorativo (come porta-candele) ed alimentare. La polpa è dolce e leggermente farinosa. Si conserva per oltre un anno. Il nome deriva da una filastrocca per bambini, che recita: “Jack be little, Jack be quick, Jack jump over the candlestick”.

Se qualcuno ne sa più di me di agricoltura, e ci vuole poco, dia una risposta più autorevole… tante altre cose si imparano da Enrico Crippa, ma ve ne parlerò diffusamente più avanti.

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