Salone del gusto 2006: cartoline dalla Norvegia
Giovedì 26 Ottobre 2006, parte il Salone del Gusto al Lingotto di Torino… è subito il caos:
Ma io che ci facevo al Salone? Il mio compito era occuparmi dell’ufficio stampa della delegazione Norvegese di SlowFood. Oltre ai tre presidi di cui trovate info sul sito, il giorno 28 Carlo Petrini in persona, insieme a vari notabili del ministero dell’agricoltura scandinavo, doveva presentare la new entry del gruppo: la pecora selvatica Villsau, che vive ancora allo stato brado lungo i fiordi. Qualche informazione sparsa…
-Io sono entrato, il viceministro dell’agricoltura norvegese ha dovuto farsi passare una tessera oltre le transenne per passare… ihihih…
-La laggenda vuole che il neo-presidio della pecora Villsau sia nato perchè Petrini, dopo aver assaggiato uno stracotto preparato con le sue carni abbia esclamato: "Mai mangiato una pecora così! La regalerò per Natale al principe Carlo!". Se voleva una frase a effetto per impressionare i commensali, poteva spararla più bassa, no? Vabbè che nell’associazione lui gli è superiore, però… la carne è effettivamente ottima. La tecnica dei cuochi del posto, un po’ meno, così come quella dei "norcini" norvegesi. Il prosciutto derivato dalla Villsau è infatti troppo duro e salato, più una conserva di carne che un salume vero e proprio. Consiglierei a SlowFood di mandare qualche mastro artigiano italiano, un po’ come hanno mandato i casari in Cina per fare il formaggio di Yak: ne verrebbe fuori una vera meraviglia.
-Ecco Hanne Frosta, delegata di Terra Madre e Hakon Reigstad, presidente della Federazione Norvegese Cuochi. M ha raccontato che al suo paese c’è un solo bistellato Michelin e 5 stellati.
-I norvegesi, quanto meno quelli che ho avuto modo di conoscere, hanno due difetti: mangiano tutto il giorno snack a base di stoccafisso e non sono molto portati per le PR. Quando cinque giornalisti di Decanter hanno prenotato, la loro preoccupazione è stata: "Diciamogli di venire in meno, così occupano un tavolo solo!". Meno male che si erano muniti di ufficio stampa. In ogni caso quelli di Decanter non si sono fartti vedere, e il loro "bonus-cena" è stato girato ad altrettanti colleghi del Gambero. Tiè.
-Il ristorante, nonostante il bizzarro orario d’apertura (le 15) ha avuto un successo inaspettato. Complici forse gli invitanti stuzzichini take away, le alici marinate, i pancake col salmone, le zuppette di stoccafisso da consumare al bicchiere, i trancetti di salmone…


Effettivamente, al ristorante si mangiava discretamente bene. Della carne abbiamo già parlato, il salmone era ottimo e lo stoccafisso buono, potevano solo dissalarlo meglio. Buono il puré di barbabietola e sedano rapa

-Grande successo ha avuto l’Aquavit, liquore che viene invecchiato in botti di rovere che arrivano in barca all’equatore e poi tornano indietro. Purtroppo, i norvegesi non ne vendevano bottiglie, nemmeno sotto tortura (ribadisco, le PR non sono il loro forte).
Ho avuto anche modo di fare un breve giretto al salone… ma ve ne parlerò più avanti.


