itadakimasu

Gastronomia pop contro la crapula

19 Dicembre 2006

Ristorante El Molin: gran magnazze in quel di Cavalese


Alessandro Gilmozzi l’ho visto evolvere. Ducasse, Adrià, spagnoleggiamenti vari lasciano sempre il segno, ma c’è chi ne rimane vittima e chi piega tecniche e marchingegni alle proprie esigenze. I formaggi del trentino, l’aroma del ginepro affumicato (di cui è appassionato cultore), la selvaggina mantengono la loro forte personalità così come Alessandro mantiene la sua identità senza ritrovarsi a "omaggiare" (o scimmiottare) nessuno. Non facile, trovo. Trovo inoltre abbastanza incomprensibile il trattamento che le principali guide hanno riservato al Molin…

1)Gambero Rosso: ok, non vuoi annoverarlo tra i ristoranti over 80? Va ben, ma dare 79 è una presa per il culo! Avete mai provato a essere bocciati alla maturità con 59? E poi suvvia, i JRE si sono beccati il "birrino" d’ufficio per l’accordo con l’Assobirra (non garantendo questo un servizio adeguato), e qui, dove la carta delle birre c’è e ci sono anche le birre artgianali di famiglia, nisba? Mmmmm…
2)Espresso: stesso identico punteggio del Costa Salici? Massimo  rispetto per loro, però…. Mmmmmm…
3)Michelin: niente stella? Mmmmmm….

Detto questo, partiamo col contributo

La vittima:

Ristorante El Molin

Piazza Cesare Battisti, 11 Cavalese

0462/340074

www.elmolin.info

Chiuso Martedì, aperto durante le stagioni estive e invernali, winebar sempre aperto

Prezzi: 60€ alla carta, degustazioni da 57 e 42€ + 16 abbinamento vini

Colonna sonora itadakimasu: Marvin Gaye - Heard it through the grapevine

La location:
scendiamo il cunicolo…


Il mulino di cui nel nome è li dal 1600 e serviva tutta la val di Fiemme della cui comunità Cavalese era il centro. La saletta principale è tutta un saliscendi di pesanti scale e soppalchi di legno e ce n’è una più ampia per tavolate più numerose. Il personale di sale è all’altezza dell’ambiente, ma decisamente meno stagionato delle mura in cui si muove. Potrà capitare che lo stesso chef venga a prendervi l’ordinazione: se fosse così, ditegli "fai tu" e il risultato potrebbe essere molto simile al seguente…


Il rancio:
Crudo di capasanta, sorbetto di datterini, germogli di cipolla (7+)

La parte del leone in questo stuzzichino la fa il sale siciliano dell’isola di Motia: sono scaglie sottili e croccanti, con un intenso sapore (e profumo) iodato.

Capesante cotte a bassa temperatura in olio extravergine, cavolo cappuccio stufato, croccante al sesamo e tagliolini di gamberi affumicati (7,5)

Mare e terra si rincorrono in un vivace gioco di rinforzi e contrappunti. I gamberi tornano a terra portati dal fumo di ginepro, le capesante se la vedono con la verza e le alghe nel croccante al sesamo danno a tutto un bel profumo di mare

Tramezzino tostato di aringa affumicata, caprino e sorbetto al wasabi (7)

L’ho interpretato così: una versione nobilitata del classico snack pane-burro-acciuga, declinata in versione tradizionale ma alleggerita (il caprino) o etnica (wasabi).

Crudità di cervo, polpa di ricci di mare, pistacchi di bronte e olio di cardo (9)

Un piatto da andar via di testa. Di chiara ispirazione cracchiana (il rognone ai ricci di mare), unisce il sapore intenso e selvatico del cervo, il marino dei ricci e sentori erbacei. Il piatto del viaggio, un’armonia complessa, ma se ne mangerebbero secchiate.

Ravioli di baccalà con gamberi, sedano e cipolla di tropea (7)

Senza particolari trip mentali, ma di certo un ottimo piatto

Tagliolini di pasta al fumo di ginepro, tartufo nero dei monti lessini e fontal di Cavalese caldo (8)

Anche questo non è certo un piatto concettuale, ma di pura lussuria. Ritorna sempre il fumo di ginepro, che dopo ci riserverà una sorpresa…

Tronchetto di vitello al lardo al profumo di agrumi e senape (6,5)

Il vitello è allevato appositamente per lo chef e la carne è saporita e tenace, ben ammorbidita dal lardo. Probabilmente come antipasto mi avrebbe lasciato un po’ perplesso, ma come portata di mezzo pulisce perfettamente la bocca.

Scaloppa di fegato grasso affumicato al ginepro, zucca gialla e pistacchio di Bronte (8,5)

Un piatto per chi ama le emozioni forti. Il naso viene investito dal fumo insufflato nell’apposita cupola, e il sapore del ginepro bruciato acquista persistenza col grasso della scaloppa. E’ tutto primitivo, selvatico. Anche le fave di cacao sembrano una metafora dei primordi.

Traverso di vitello nostrano con puré di sedano rapa e caffè (6,5)

Un taglio magro e un piatto molto "easy". Finalmente ho trovato qualcuno che mi ha fatto quadrare l’accoppiata carne-caffè.

Il nostro zelten scomposto (7)

Lo zelten è il dolce tipico natalizio di queste parti. I suoi ingredienti, i canditi, la frutta secca, vengono tutti variamente essiccati, disidratati, tritati polverizzati. Amalgamando tutto col gelato alla vaniglia, lo zelten si ricompone in bocca. Il mio problema era che non avevo mai assaggiato la versione originale: Alessandro mi ha assicurato che ha in cantiere dei mini Zelten da servire insieme.Il fantasma di Scabin aleggia da queste parti… ma tanto la pizza l’abbiamo assaggiata tutti, no?

Spuma di caffè e cioccolato bianco con cialda di mandorle e riso soffiato (7,5)

Pura golosità, con quel richiamo al Ciocorì che per quelli della mia generazione è sempre un gradito ricordo.

Dolce al cioccolato Gran Cru Manjari 64%, cocco e cremoso al gelsomino

Un assemblaggio interessante con quella specie di wurstel cremoso, così come interessante l’abbinamento ciocco floreale.

Giudizio itadakimasu
Un bell’8! E la raccomandazione a chi passa per il casello di Egna/Ora di fare una deviazione…

6 Commenti a “Ristorante El Molin: gran magnazze in quel di Cavalese”

  1. …ti invito a curiosare tra i fuochi della mia cucina…

  2. Interessante DEMA.. peccato sia leggermente fuori mano dai “giri” Gourmand ed immagino che anche lui ne soffra.

    VG.

    Ciauz.

  3. Eh sì Kla, è veramente interessante… fuori dai giri gourmand è da vedere. In alto adige i vari Zum e Zur con tutta la cricca dei Baumgartner non soffrono di essere così fuori mano, e pure El Molin è a 20-30 minuti al massimo dal casello. Moena è più lontana ma la stella tira. Non so come sei messo col Trentino sulla guida Altissimo Ceto! ma se non ci metti il Gilmozz fai una vera cazzonata! Scusa il francesismo…

  4. Da quelle parti, non lontano da Egna-Ora, l’oscar del rapporto qualità/prezzo va sicuramente all’Hotel Tenz, se non è cambiato. Da provare i piatti più popolari, come la testina alle cipolle. Due anni fa, con 25 euro ci ho fatto un pasto completo e sono rimasto assai soddisfatto.

  5. C’era un altro posto sempre a Cavalese di cui mi sarebbe piaciuto parlare a cui avrei dato quell’Oscar: è Il Cantuccio di tale Stefan Waldtaler (l’interessato mi perdonerà l’ortografia). Anche lì roba semplice (salumi, canederli, luganeghe, formaggi) ma con una tecnica perfetta e ogni tanto un tocco in più (il risotto al pino mugo, il fieno da mangiare fritto), e anch’io un paio di anni fa con una trentina (in trentino! ihih…) di euri me la sono cavata alla grande. Assente su tutte le principali guide.

  6. Ciao Alessandro sono Nicol’ l’amico del Michele.Tutto bene?IO ora sono il Lussemburgo ormai da tre settimane,sto bene,momentaneamente sto lavorando al Mosconi un bel ristorante a due stelle.Mi trovo bene anzi benissimo.La citta’ e’ piccola,piove un giorno si e un giorno no.Niente stammi bene espero di venirvi a trovare questa estate,come sempre da resto.Ciao

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