CARISSIMI LETTORI,
QUESTA RECENSIONE E’ ORMAI ULTRA-DATATA. PER AGGIORNAMENTO E PER DARVI UN TERMINE DI PARAGONE AFFIDABILE, VI DIROTTO SU QUELLA DISPONIBILE SUL SITO CON CUI COLLABORO. BUONA LETTURA.
http://www.altissimoceto.it/2008/01/10/osteria-la-francescana-modena-mo-chef-massimo-bottura/

Qualche tempo fa pubblicavo questa mia recnsione della Francescana di Modena. Dalla mia visita lì ad oggi, ho avuto la crescente impressione di essermi rincoglionito. Al di là della seconda stella Michelin, su Massimo Bottura sembrano essere tutti d’accordo. Marchi e Raspelli, guide, spagnoli e riviste. Boh. Ve lo giuro, io c’ero andato con tutta la buona volontà, e quando vedevo passare Bottura lo seguivo con lo sguardo come una quindicenne al concerto di Lee Ryan. Certo è che le occhiate tra il perplesso e l’imbarazzato che mi lanciavano i commensali tra una portata e l’altra sembravano darmi ragione. Vabbè, per dovere di cronaca e per rimpolpare l’archivio la ripubblico, non è nemmeno uno dei miei capolavori. Comunque, a leggerle le idee di Massimo continuano ad affascinarmi. Probabilmente ci tornerò, ma con un’altra compagnia…
RECENSIONE: Osteria Francescana
Prima o poi succede: per quanto uno possa essere ben disposto, la recensione cattiva ogni tanto ci scappa. Se poi il locale in questione è sulla cresta dell’onda del “trendy”, al centro dell’”hype”, fico e riverito o come cacchio volete dirlo voi, la delusione è particolarmente cocente, e le opinioni contrastanti. Io ci sono cascato. Lo ammetto. Le superplatinate pagine del gambero lo mettevano lì, sguardo vispo dietro occhiali alla Bonolis, di fianco a Fulvio Pierangelini, Nadia Santi, Davide Scabin… le idee di Massimo Bottura sono tutte geniali: sale affumicato su crudo di carne a scomporre le tradizionale carni affumicate, la rielaborazione di un mostro sacro tipo la Caesar Salad. Dopo aver toccato con mano, la mia opinione è che sulla carta le sue intuizioni siano assolutamente affascinanti, è a mangiarle che sorgono dubbi. Procediamo, come al solito, per gradi…
La vittima:
Ristorante OSTERIA FRANCESCANA
Via Stella, 22
ModenaTel.: 059.220286
Si spendono 80-90€ vini esclusi e soprattutto escluso aperitivo, 20€ al calice non segnalate da nessuna parte se non sul conto. Nel mio caso si trattava di un Krug tiepido e sgasato.
La location:
Lasciata la macchina in uno dei parcheggi intorno alla zona a traffico limitato del centro storico, via Stella è proprio una viuzza. Entrati nel locale, capirete subito da dove può arrivare tutto l’appeal che ha sulle guide: una specie di museo di arte moderna (materia in cui sono abissalmente ignorante), dove tutto, dallle targhette dei cessi ai piatti tutti diversi tra loro,sembra firmato da qualche artista. E sicuramente lo è. Informalità che stride con il trattamento riservatoci dal personale di sala… pensate un po’: anche le brocche erano così artistiche che riuscivano ad ostacolare gli esperti addetti in un’operazione apparentemente semplice come versare l’acqua. La percentuale di centro nel bicchiere era bassissima. Portatoci un buon olio in cui intingere il buon pane, sbrigata la formalità dello stuzzichino introduttivo, spuma di mortadella o cozza, arriviamo ai piatti, dai nomi molto stilosi.
Il Rancio:
Un buon baccalà mantecato
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Supponente nel titolo, trattasi di una sciapa grossa quenelle dalla consistenza stoppacciosa, servita con 2 cubettini di gelatina di pomodoro e 2 di patata. 20€?
Risotto mantecato ai crostacei con capesante
ää
I crostacei mantecano soltanto sotto forma di una sorta di bisque e vabbè. Ma se c’è scritto capesante me ne aspetto più di una, magari del diametro maggiore di 1 cm: il che mi fa pensare che neanche si tratti di capasanta ma di canestrello.
Maialino da latte laccato all’orientale ma con l’aceto balsamico e di mele
S.v.
O qualcosa del genere. In sostanza due pezzi di grasso affogati in una salsa greve. Piatto unto, acido accompagnato da un pugno di erbette dure e amare. Combinare un pastrocchio del genere con del balsamico a Modena è di per sé un problema, se poi Bottura non solo lo produce ma pure scrive libri sul tema…
Dolcce: la Sicilia
ääää
Oh, questo sì. Un capolavoro. Gelatine di caffè, gelato di capra, latte di mandorla, cacao, capperi di Pantelleria che aprono l’esperienza del dessert.
Considerazioni finali
Ho sempre reputato il mio stomaco abbastanza tosto, ma quel maialino ha ribadito la sua presenza per tre giorni.
Proprio non so come sia entrato nelle Soste, al di là dell’esperienza gastronomica che può essermi andata male, l’eccentrica modernità esasperata del locale non mi sembra in linea con gli altri ristoranti dell’associazione.
5€ di coperto a testa: lasciando per un altro post la storia di questa voce del conto, con 1 cioccolatino a testa come piccola pasticceria mi sembra davvero eccessivo.
Marco Parizzi, sconcertato dalle mie dichiarazioni mi ha proposto il suo punto di vista: “Quella di Massimo è una cucina per piccole porzioni: con un menù degustazione ti sarebbe andata meglio”. Una posizione convincente… se volete venire fino a Modena tenetene conto.
Giudizio Itadakimasu
ä1/2
Sarò stato particolarmente sfigato, ma non me n’è andata bene una…
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Scritto da massimo de marco alle 1:28, in Libri, Ristoranti
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