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Gastronomia pop contro la crapula

Archivio della Categoria 'News'

22 Ottobre 2006

Italiaintavola: la lezione di Matteo Viggotti

Matteo Vigotti è lo chef del ristorante Novecento di Meina (con l’accento grave sulla e, non sulla i), in provincia di Novara. Inizia sulle navi da crociera, poi Ducasse, Adrià, arriva a New York e finisce a Milano: alberghi prestigiosi e poi Savini. Nella mia visita, ho apprezzato molte cose: tecnica straordinaria, contaminazioni etniche stimolanti e saggiamente inquadrate nei piatti, il gusto di creare piatti in cui si dà libertà al commensale di  interpretarli, affrontarli a proprio modo. Ma l’arma in più del locale è in sala: Simone Pilla ha la capacità innata e ben sviluppata di capire che gli sta di fronte e mettere tutti a loro agio, dai più timorosi verso l’esuberanza dello chef ai secchioni rompiballe come il sottoscritto. Preparatissimo e in sintonia con tutti, uno così vi fa sentire a casa anche col locale vuoto.

 
Così scrivevo qualche giorno fa… mi fermo subito: ora Simone Pilla è da Innocenti Evasioni a Milano. Neo JRE e un nuovo acquisto d’alta classe, complimenti!

 

Primo piatto della lezione:

Risotto con vongole veraci, alghe wakame e schiuma di birra

La cupola di plexiglass tipica di Vigotti

 

Si parte con un soffritto di olio (sempre Pianogrillo Particella 34), si tosta il riso e si cuoce con brodo vegetale. A metà cottura aggiungete la birra (in questo caso una Affligem blond, birra d’abbazia distribuita in Italia dal gruppo Heineken), l’alga wakame precedentemente rinvenuta in acqua, concassé di pomodoro con le sue bucce essiccate. Un momento prima di mantecare con metà olio e metà burro, aggiungete le vongole sgusciate. La schiuma si prepara montando la Affligem dubbel, un po’ di acqua dei molluschi e 3-4g di lecitina di soia.

 

Il risotto allo scoperto!

Secondo piatto della lezione:

Crocchetta liquida di Gorgonzola e schiuma di barbabietola

 

Come si vede, il leit motiv dell’intervento di Vigotti è la lecitina: in questo caso con olio, limone, barbabietola e un mixer servirà a realizzare la salsa con cui specchiare il piatto. La parte difficile di questa ricetta è la panatura. Dovrete stracuocere il riso, 35-40 minuti, finché non avrà buttato fuori tutto l’amido, e coloratelo col nero di seppia. Frullate la zappetta nera ottenuta e spatolatela su una placca antiaderente e mettetela in forno a seccare fino a ottenere una cialda dura, che polverizzerete con frullatore a bicchiere abbastanza potente, magari un macina caffè o col Bimby. A questo punto, prendete il vostro Zola 100 giorni di Guffanti formaggi, tagliatelo a cubettoni e infarinatelo, passatelo nell’uovo, nella polvere di riso, ancora nell’uovo e ancora nella polvere di riso, badando che nella panatura non ci siano buchi. Friggete le crocchette in abbondante olio di semi per un paio di minuti e mettetele in forno altri 4-5 minuti fino a sciogliere bene il formaggio. Adagiatele sulla schiuma di barbabietola e decorate con erbette, zest di limone e un filo d’olio crudo.

Video! Teo Vigotti prepara la schiuma con la lecitina…

Certo, Teo Vigotti non è un affabulatore navigato come Parizzi o Fadiga, ma i suoi piatti parlano per lui, no?
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20 Ottobre 2006

ehm… a voi risulta?

Da "Le notizie di Papillon":

IL DIO CIBO
“Per favore, basta col dio-cibo” è il titolo dell’intervento di Camillo Langone oggi su Panorama che stigmatizza una sorta di “religione apparentemente raffinata, in realtà primitiva e feticista con forme di adorazione fanatica”. Secondo Langone dietro le facce paciose dei curatori di guide, si nascondono personaggi pericolosissimi e cita il libro “Il perfezionista. Vita e morte di un grande chef” che racconta la parabola di Bernard Loiseau, lo chef francese che si suicidò per paura della decadenza del suo impero gastronomico agli occhi dei critici. Conclude Langone che, “Chi adora il cibo, invecchia anzitempo, la gola è una consolazione da vecchi, peccato che i nuovi gourmet abbiano 40 anni”. Secondo Risè la passione del cibo è per coprire carenze: “Spesso l’interesse per la buona tavola non è segno di vitalità ma al contrario il tentativo di coprire la vitalità esaurita o in via di esaurimento”. Insomma chi va troppo spesso al ristorante farebbe anche poco sesso. Si chiude con una citazione di Sandro Veronesi presa dal Gambero Rosso: “Questo raffinarsi di massa è un sinonimo di grande decadenza. Se un giorno ti spunta fuori un nemico armato fino ai denti e tu sei lì a scegliere il vino giusto, lui ti spazza via”. Ci sarà il giorno – chiude Langone – in cui il dio Cibo sarà tirato giù dall’altare e rimesso al suo posto, nel piatto.

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16 Ottobre 2006

Kim Jong Il: tié!

Da "La notizia di Papillon"

CARO LEADER SENZA CAVIALE

Tra le sanzioni con le quali l’Onu ha reagito al test nucleare effettuato dalla Corea del Nord, c’è il divieto di esportare e vendere in Corea prodotti di lusso. Un duro colpo per il dittatore nordcoreano, Kim Jong Il, che dovrà escludere dalla sua dieta sushi, caviale e vino pregiato. Un leader che ha fatto del lusso la sua bandiera ed è solito organizzare, come racconta il suo ex cuoco in un libro di memorie, interminabili banchetti; ora sarà costretto a dar fondo alle scorte della sua cantina (10.000 vini francesi) e a ripiegare su cibi più popolari, come la pizza (Corriere della Sera). Il Secolo XIX registra che intanto, in seguito all’embargo commerciale attuato dal Giappone nei confronti della Corea del Nord, anche le tavole nipponiche stanno rinunciando a qualcosa: funghi e ricci di mare, indispensabili guarnizioni per i piatti di sushi, d’importazione nordcoreana. (Foto tratta da il Corriere della Sera).
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8 Ottobre 2006

Italiaintavola: la lezione di Marco Parizzi

Disclaimer: prima che arrivino denunce e querele di qualsiasi sorta, tengo a sottolineare che tutto quanto raccontato nella seguente storiella è puramente inventato e frutto della fantasia avariata dell’autore. L’unico dato vero è che io sono stato a Italiaintavola il 7 Ottobre.

 

Brutto mondo quello del giornalismo gastronomico. Figuratevi voi, dovevo essere uno degli ospiti di punta alla presentazione della Guida dell’Espresso 2006 durante Italia In Tavola, ma per colpa dell’astio, dell’acredine tra alcuni professionisti del settore, tutto è andato a ramengo. Ecco in sintesi gli amari accadimenti. Durante una cena tra Enzo Vizzari, curatore della guida, Marc Meneau, tri-stellato francese ed ospite della kermesse dell’indomani, e Paolo Massobrio, celeberrimo fondatore di Papillon, al Capriccio di Malerba del Garda, ha fatto la sua incursione un vendicativo Edoardo Raspelli il quale, avvolto in uno dei suoi loden e quindi perfettamente mimetizzato, ha sostituito gli occhiali di Vizzari con quelli di Massobrio. Si è scatenato il putiferio: nell’atto di inforcare le lenti, il curatore del Golosario è saltato in piedi sul tavolo strappandosi i vestiti di dosso e urlando “La fantasia del mio gilet sembra il dripping di pesce di Marchesi!!! Toglietemela toglietemela!!!”, mentre il malcapitato giornalista dell’Espresso è stato sopraffatto dalle diottrie e dal peso della montatura ed è stato ritrovato la mattina dopo a Milano che distribuiva gli inviti stampa per l’evento a dei viados che “facevano la vita” in viale Palmanova. Il Vizzari, in evidente stato confusionale, urlava frasi sconnesse come “Vuoi perdere peso? Chiedimi come!”. Probabilmente anche il mio invito era tra quelli, e così mi sono dovuto accontentare di andare a Italia In Tavola sabato 7, a gustarmi, tra gli altri, il laboratorio di cucina di Marco Parizzi, celebre volto della “Prova del cuoco”, chef dell’omonimo ristorante in quel di Parma.

Marco Parizzi, in un’inedita veste JRE nera, fa conquiste…

 

 

Il primo piatto della lezione:

Composizione di manzo crudo agli oli essenziali e piccolo hamburger

Un interessante viaggio intorno alle diverse consistenze e sapori della carne secondo i diversi tagli: a cubettoni (il taglio kakugiri del sashimi, per intenderci), tartare, fettine e macinatura a macchina. Intelligente il percorso di aromi in crescendo, dal più fresco basilico, all’aromatico tartufo, all’impegnativo olio alla cenere. Ci si pulisce la bocca col balsamico e la si rinfresca con l’arancio. Come diavolo si fa l’olio alla cenere? E’ presto detto: carbonizzate in forno uno scalogno e frullatelo con l’olio. Si prosegue con la tartare, ricetta classica, benedetta da un uovo di quaglia per ovvi motivi di dimensioni. Rucola e parmigiano per il carpaccio, il panino ha tutti i crismi del McDonald’s, senape, formaggio (fontina), insalata e pomodoro. Chissà perché, Marco sorvola sul suo fornitore di carne… ve lo dico io, è Paolo Parisi.

Per esemplificare il concetto che “la ricetta non è importante, è l’interpretazione che conta”, lo stesso piatto è riproposto in versione ventresca di tonno.

Ovvie le variazioni, niente formaggio nel carpaccio e nel panino, più leggera e senza uovo la tartare. Invece della quaglia, provate le varie declinazioni delle uova di pesce: salmone, caviale, bottarga…

 

Altro giro, altro regalo:

Coda di rospo cotta a bassa temperatura con crema di zucca e porcini.

 

Il pesce, lardellato di prosciutto crudo, si mette in olio di semi aromatizzato al timo, salvia e rosmarino e si lascia cuocere a 60°. Se trovate un modo per moderare i vostri fuochi (lo chef propone di mettere una padella sopra l’altra, o di metterla spostata dal centro del fornello), si può fare anche a casa. La zucca è semplicemente cotta e passata, i funghi saltati in padella con un po’ di prosciutto. Interessante la consistenza del pesce, equilibrati i contrasti tra il salato del prosciutto e il dolciastro di funghi e zucca. Bella anche la presentazione stile "carré".

La pescatrice cuoce piano piano…

Una lezione interessante e ben tenuta, si vede che il Parizzi ha i tempi televisivi… stay tuned per Matteo Vigotti del Novecento di Meina.

Gli assaggi per noi affamati!

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22 Settembre 2006

Un’arsenale di Granata

Vabbè, cosa vi dovevate aspettare? Prendete un vecchio magazzino militare in quel di Cavenago d’Adda e metteteci nell’ordine: a)Un JRE stellato tale Granata Fabio, sua moglie in sala tale Granata Sara, e una giovanissima esordiente (nella vita, non nel lavoro) Granata che ancora deve trovarsi un ruolo. Come chiamare un ristorante che parte da queste prospettive? Ma l’Arsenale, of course. In un periodo in cui fa figo aprire sezioni distaccate "leggere" (qualsiasi riferimento a Leemann è puramente voluto), Fabio segue la corrente agendo al contrario. Invece di aprire un 3 Gigli ridotto, ne ha aperto uno più grande, con possibilità di effettuare banchetti e ricevimenti vari, e ha tramutato la sua precedente attività in un bistrot dalla carta più agile, con l’intento di attirarsi la clientela della pausa pranzo. L’iniziativa imprenditoriale è lodevole, e il coraggio pure visto che in gioco c’ha messo anche il suo "gingillo" Michelin.  Sono stato alla presentazione ufficiale del 12 Settembre, e vi metto qualche foto in anteprima… "solo, su itadakimasu!!! Yeah, check it out!" 

 

Per ora la carta è la stessa della vecchia sede di Lodi di cui ho splendidi ricordi: la ricca coppa di foie gras con melone e porto; i sorprendenti ravioli ripieni di pesto con sorbetto di pomodoro, col loro gioco di consistenze e temperature; i tortelli di grano saraceno al montebore con sugo di acciuga e zucchine, giocati su un equilibrio delle tre stagionature del formaggio; l’agnello in due cotture con carciofi olive e mela verde, il piccione con composta di mele e senape, tutta la proposta di pesce di scuola Balzi Rossi. Però si sa, con tanti nuovi giocattoli in cucina, qualcosa cambierà presto e quando succederà gli dedicherò il suo spazio.

Che dire, vi ho detto tutto: se volete fare i fighi e dire "conosco un posto che non è su nessuna guida!", venite pure qui, visto che è aperto dal 20 Settembre…

Ristorante L’Arsenale
via Geppino Conti, 8
26824 Cavenago d’Adda (LO)
0371/709086

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14 Settembre 2006

Giovanni Rana va in Cina

Dalle news di Papillon:

TORTELLINI CON GLI OCCHI A MANDORLA
Il re del “tortellino made in Italy” Giovanni Rana sbarca in Cina pronto a sfidare i ravioli al vapore. Il piano di invasione “culinario” messo a punto in queste settimane dal figlio Luca prevede l’apertura nello sterminato Paese asiatico di una massiccia rete di ristorazione (“Le Trattorie di Giovanni Rana”) con un menu che vede protagonista il celebre tortellino. Il motto? “Venderò un tortellino ad ogni cinese!” (La Stampa).

Beh, forza Giovanni!

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29 Agosto 2006

Continuiamo a farci del male

Sempre grazie a Paolo Conti, vi presento RASFF, acronimo di Rapid Alert System for Food and Feed. Con cadenza settimanale la UE pubblica un resoconto degli allarmi alimentari. In questo si trova la recente storiaccia del DDT nei nostri pesci spada, e quella la sappiamo, ma il resto…

 http://ec.europa.eu/food/food/rapidalert/index_en.htm

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12 Agosto 2006

Una promozione per i blogger

Ringrazio messer Paolo Marchi in persona che mi ha segnalato questa news:

Gestore blog come direttore testata
Lo stabilisce una sentenza emessa ad Aosta
(ANSA)-AOSTA, 9GIU-
Il gestore di un blog e’ equiparabile giuridicamente al direttore di una testata giornalistica. Lo sostiene un giudice monocratico di Aosta.La sentenza per diffamazione coinvolge un giornalista, Roberto Mancini, accusato di essere il titolare del blog ‘Il bolscevico stanco’. Il gestore di un blog - si legge- altro non e’ che il direttore responsabile dello stesso, pur se non viene formalmente utilizzata tale forma semantica per indicare la figura del gestore eproprietario di un sito internet". 

Beh, che dire…

1) D’ora in poi si può essere accusati di gestire un blog

2) Non chiamatemi più itadakimasu, Massimo, Pasquale o altro: direttore, please.

In fede,

Massimo De Marco (direttore responsabile itadakimasu)

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4 Agosto 2006

Un panino mondiale

Ernst KnamAll’ultimo Barfestival organizzato da Bargiornale è stato eletto il miglior panino dell’anno e il suo autore ci rappresenterà alla coppa del mondo del sandwich. E chi poteva vincere se non il focomelico Ernst Knam, già autore di letteratura dedicata al mondo del pane farcito? Il panino si chiaama Amadeus e si prepara così:

INGREDIENTI: Una ciabatta, lime, scarola, mango, storione affumicato,  velluatata di lime e aloe vera, pomodori confit, olio, sale Maldon.

PREPARAZIONE: Per la vellutata grattuggiare il lime e spremere il succo. Mescolare con 30ml di succo di aloe e 5g di burro di cacao Mycryo (un nuovo addensante per pasticceria, si usa così). Scaldare a 45°C e malagamare. Raffreddare a 15°C, unire 50g di Philadelphia, salare e pepare. Metere in frigo. Per i pomodori confit: disporre i perini tagliati a fette di 1/2cm su una placca oliata, cospargere di sale Maldon e infornare a 100°C per 90′.

ESECUZIONE: Tagliare la ciabatta e bagnarla col succo di lime. Spalmare la vellutata, inserire in successione insalata, vellutata, mango, vellutata, storione, pomodorini, sale Maldon. Formare un secondo strato seguendo la sequenza e servire.

Che dire? La prossima volta che all’Autogrill vedete il Camogli, ordinatelo e tiratelo dietro al cassiere.

P.s.: La coppa del mondo del sandwich è organizzata da Délifrance, una ditta che vende pane francese Parmalat Focaccia ProntoFornosurgelato… spero che Ernst non sia obbligato ad usare uno dei loro prodotti, o quando la organizzano in Italia lo facciamo lavorare con la focaccia prontoforno!

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13 Luglio 2006

Tutti contro Roma!!!

Supportate Informacibo e coprite di mail i responsabili dell’aumento dell’IVA da 10 a 20%….

Ecco i rappresentanti dei gruppi parlamentari della Camera dei Deputati:

 

BONELLI_A@camera.it (Verdi)

BRUGGER_S@camera.it (Misto-Minoranze linguistiche)

POMICINO_P@camera.it (Democrazia Cristiana - Partito Socialista)

DONADI_M@camera.it (Italia dei Valori)

FABRIS_M@camera.it (Popolari-Udeur)

FRANCESCHINI_D@camera.it (L’Ulivo)

LARUSSA_I@camera.it (Alleanza Nazionale)

MARONI_R@camera.it (Lega Nord Padania)

MIGLIORE_G@camera.it (Rifondazione Comunista)

SGOBIO_C@camera.it (Comunisti Italiani)

VILLETTI_R@camera.it (La Rosa nel Pugno)

VITO_E@camera.it (Forza Italia)

VOLONTE_L@camera.it (Unione dei Democratici e dei Democratici di Centro)

 

Presidenza del Consiglio dei ministri
Palazzo Chigi
Piazza Colonna 370
00186 Roma - Italy
tel. +390667791

Tutti i dati e le considerazioni dei professionisti qui.

Coraggio ribelli, affondiamo l’impero!

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